Il Buon Re Renato

RENATO D’ANGIÒ (IL BUON RE RENATO)
1409 - 1480
- Signore poi Conte di Guise 1417-1425,
- Duca di Bar 1430-1480,
- Duca consorte di Lorena 1431-1453,
- Re di Napoli 1435-1442,
- Duca d’Angiò 1434-1480,
- Conte di Provenza e di Forcalquier 1434-1480,
- Re titolare di Gerusalemme 1435-1480 e d’Aragona 1466-1480.

Renato I di Napoli, o Renato d’Angiò, o ancora Renato di Sicilia, soprannominato dai suoi sudditi provenzali il « Buon Re Renato », nato nel 1409, è il secondo figlio di Luigi II d’Angiò e di Iolanda d’Aragona. Alla morte di suo padre (1417), riceve la terra di Guise che viene eretta in contea dal suo cognato il futuro Carlo VII. Gli Angiò sono partigiani del delfino e il duca di Bedford, reggente in nome del re d’Inghilterra Enrico VI, confisca i loro possedimenti a nord della Loira e attribuisce Guise a Giovanni di Lussemburgo, che prende Guise nel 1425. Renato d’Angiò diventa duca consorte di Lorena nel 1431 a causa del suo matrimonio con Isabella, figlia di Carlo II di Lorena. Il matrimonio risale al 1420, e in tale occasione il duca Luigi di Bar gli aveva ceduto il suo ducato.
Il ducato di Lorena, ereditato dal suocero, gli fu contestato da Antonio di Vaudémont, sostenuto dal partito borgognone, che lo sconfisse nel 1431 (battaglia di Bulgnéville). Renato il Buono fu fatto prigioniero da Filippo III, duca di Borgogna, detto Filippo il Buono, che lo liberò solo in cambio dei suoi figli Giovanni e Luigi. Sostenuto dall’imperatore Sigismondo di Lussemburgo nelle sue pretese al ducato di Lorena, fu nuovamente imprigionato da Filippo il Buono, poi liberato dietro pagamento di un riscatto. Ereditò il regno di Napoli nel 1435 per testamento di Giovanna II regina di Napoli e combatté, dal 1438 al 1442, senza successo, contro Alfonso V d’Aragona per far valere i suoi diritti. Rientrò in Francia nel 1442, conservando del regno di Napoli soltanto il titolo di re di Gerusalemme e di Sicilia. Nel 1453, alla morte di Isabella I di Lorena sua sposa, Renato trasmise il ducato di Lorena a suo figlio Giovanni II, duca di Calabria, e si risposò con Giovanna di Laval l’anno seguente.
Durante la Guerra dei Cent’Anni, sostiene Carlo VII contro gli Inglesi. (Carlo VII aveva sposato sua sorella Maria). Fedele tra i fedeli, assiste alla consacrazione di Reims nel 1429.
Renato I morì ad Aix-en-Provence il 10 luglio 1480. I Provenzali volevano conservare la salma del buon Re Renato nelle loro terre provenzali, ma gli Angioini non la intendevano così. Questi ultimi organizzarono, di notte, la fuga del defunto nascondendolo in una botte. Una volta posta su un’imbarcazione, questa si allontanò discretamente sul Rodano. Il corpo del Re Renato giunse in Angiò e fu sepolto con onore e devozione nella cattedrale di Angers.
L’Angiò cessò da allora di essere un appannaggio ed entrò definitivamente nel dominio reale. Il ducato di Bar passa a sua figlia Iolanda (già duchessa di Lorena dal 1473), le contee di Provenza e di Forcalquier passano a suo nipote Carlo (già conte del Maine dal 1473) mentre il ducato d’Angiò viene confiscato da Luigi XI.

Lo stemma del Re Renato
Lo stemma di Renato d’Angiò si è evoluto nel corso del tempo in funzione delle sue fortune e sfortune, nonché delle sue pretese.
Nel 1420, sposa Isabella I di Lorena, ereditiera del ducato di Lorena, e suo zio il duca di Bar lo designa come suo successore: adotta un inquartato tra l’Angiò e il Barrois e pone la Lorena in cuore.
inquartato, in 1 e 4 d’azzurro seminato di gigli d’oro e alla bordura di rosso, in 2 e 3 d’azzurro seminato di crocette d’oro e ai due barbi d’oro. Sul tutto, d’oro alla banda di rosso caricata di tre alérions d’argento.
Nel 1434, suo fratello Luigi III muore, seguito nel 1435 dalla regina Giovanna II di Napoli, la quale lo aveva designato come erede. Renato riprende allora per sé le loro pretese: il suo scudo è diviso in 6 parti, ciascuna corrispondente all’Ungheria, alla Sicilia, a Gerusalemme, all’Angiò, al Bar e alla Lorena.
troncato e trinciato in palo, in 1 fasciato di rosso e d’argento, in 2 d’azzurro seminato di gigli d’oro e al lambello di rosso, in 3 d’argento alla croce potenziata d’oro, accantonata da quattro crocette del medesimo, in 4 d’azzurro seminato di gigli d’oro e alla bordura di rosso, in 5 d’azzurro seminato di crocette d’oro e ai due barbi d’oro e in 6 d’oro alla banda di rosso caricata di tre alérions d’argento.
Nel 1443, sua madre Iolanda d’Aragona muore, lasciandogli le sue pretese sul regno d’Aragona. Era la figlia unica del re Giovanni I d’Aragona, ma il trono era passato al fratello minore, poi al figlio di una delle sorelle di Giovanni I. Iolanda aveva allora rivendicato il trono, senza successo. Renato aggiunse allora le armi d’Aragona sul suo blasone.
troncato e trinciato in palo, in 1 fasciato di rosso e d’argento, in 2 d’azzurro seminato di gigli d’oro e al lambello di rosso, in 3 d’argento alla croce potenziata d’oro, accantonata da quattro crocette del medesimo, in 4 d’azzurro seminato di gigli d’oro e alla bordura di rosso, in 5 d’azzurro seminato di crocette d’oro e ai due barbi d’oro e in 6 d’oro alla banda di rosso caricata di tre alérions d’argento. Sul tutto, d’oro ai quattro pali di rosso.
Nel 1453, Isabella di Lorena muore, ed è il loro figlio Giovanni II di Lorena, che diventa duca. Renato toglie allora la Lorena dal suo blasone.
troncato, il capo trinciato in palo, in 1 fasciato di rosso e d’argento, in 2 d’azzurro seminato di gigli d’oro e al lambello di rosso, in 3 d’argento alla croce potenziata d’oro, accantonata da quattro crocette del medesimo e la punta partita d’azzurro seminato di gigli d’oro e alla bordura di rosso, e d’azzurro seminato di crocette d’oro e ai due barbi d’oro. Sul tutto, d’oro ai quattro pali di rosso.
Infine, nel 1470, rinuncia all’Aragona dopo la morte di suo figlio Giovanni II di Lorena che tentava di farne la conquista. D’altra parte i gigli di Francia furono semplificati nel XV secolo e si ridussero a tre fiori di giglio d’oro, ciò che fu applicato all’Angiò, ma non a Napoli. Lo scudo fu riorganizzato, con un inquartato in croce di Sant’Andrea.
inquartato in croce di Sant’Andrea, in 1 d’azzurro seminato di gigli d’oro e al lambello di rosso, in 2, fasciato di rosso e d’argento, in 3 d’argento alla croce potenziata d’oro, accantonata da quattro crocette del medesimo, in 4 d’azzurro seminato di crocette d’oro e ai due barbi d’oro. Sul tutto, d’azzurro ai tre fiori di giglio d’oro e alla bordura di rosso

Discendenza Renato d’Angiò — Vaudémont → d’Avalos → Pignatelli → Gallone
Renato d'Angiò → Vaudémont → Alençon → Paleologo (Monferrato) → Gonzaga (Mantova) → d'Avalos (Francavilla, Montesarchio, Vasto, Pescara) → Caracciolo Rosso (Avellino, Atripalda) → Pignatelli (Moliterno, Marsiconovo) → confluenza nella linea Gallone con le nozze Maria Emanuela Pignatelli ∞ Giuseppe Gerardo Gallone (1796).
Discendenza Renato d'Angiò → Pignatelli → Gallone
- Renato I d'Angiò, « il Buon Re Renato » n. 1409, † 1480 Signore poi Conte di Guise 1417–1425, Duca di Bar 1430–1480, Duca di Lorena 1431–1453, Re di Napoli 1435–1442, Duca d'Angiò 1434–1480, Conte di Provenza e di Forcalquier 1434–1480, Re titolare di Gerusalemme 1435–1480 e d'Aragona 1466–1480Iolanda di Lorena n. 1400, † 1453 Duchessa di Lorena e di Bar
- Iolanda d'Angiò n. 1428, † 1483 Duchessa erede di Lorena e di BarFerri VI di Vaudémont n. 1417, † 1470 Conte di Vaudémont, Conte di Guise
- Maria Margherita di Vaudémont n. 1463, † 1521 dei Conti di Vaudémont e Conti di GuiseRenato d'Alençon (Valois) n. 1454, † 1492 3° Duca d'Alençon
- Anna d'Alençon (Valois) n. 1492, † 1562 dei Duchi d'AlençonGuglielmo VIII Paleologo n. 1493, † 1518 23° Marchese del Monferrato
- Margherita Paleologo n. 1510, † 1566 Marchesa del MonferratoFederico II Gonzaga n. 1500, † 1540 1° Duca di Mantova, Marchese del Monferrato
- Isabella Gonzaga n. 1537, † 1579 dei Duchi di MantovaFerrante Francesco II d'Avalos n. 1531, † 1571 2° Principe di Francavilla, 2° Principe di Montesarchio, 3° Marchese del Vasto, 4° Marchese di Pescara
- Alfonso II d'Avalos n. 1564, † 1593 3° Principe di Francavilla, 3° Principe di Montesarchio, 4° Marchese del Vasto, 5° Marchese di PescaraLavinia Feltria della Rovere n. 1558, † 1632 dei Duchi d'Urbino
- Isabella d'Avalos n. 1585, † 1648 4° Principessa di Francavilla, 5° Marchesa del Vasto, 6° Marchesa di PescaraIñigo III d'Avalos n. 1578, † 1632 4° Principe di Francavilla
- Francesca d'Avalos † 1676 dei Principi di FrancavillaMarino II Caracciolo Rosso n. 1586, † 1630 3° Principe di Avellino, 4° Duca d'Atripalda
- Francesco Marino I Caracciolo Rosso n. 1631, † 1674 4° Principe di Avellino, 5° Duca d'AtripaldaGirolama Pignatelli n. 1644, † 1711 dei Principi di Noja e Duchi di Monteleone
- Giovanna Caracciolo Rosso n. 1672 dei Principi di Avellino e Duchi d'AtripaldaNicola d'Avalos n. 1665c., † 1729 6° Principe di Montesarchio, 3° Principe di Troia
- Diego I d'Avalos n. 1697, † 1764 9° Principe di Francavilla, 8° Principe di Montesarchio, 5° Principe di TroiaEleonora d'Acquaviva d'Aragona † 1760 dei Duchi di Nardò
- Maria Luisa d'Avalos n. 1748, † 1781 dei Principi di Francavilla, di Montesarchio e di TroiaGiovanni Battista III Pignatelli n. 1740, † 1805 2° Principe di Moliterno, 4° Principe di Marsiconovo, 6° Principe di Montecorvino
-
→ La prosecuzione della linea dopo le nozze del 1796 (Giovanni Battista Gallone ∞ Maria Felicia Statella 1818 → Giuseppe Gallone ∞ Antonietta Melodia 1847 → Pietro Giovanni Battista « Gino » Gallone ∞ Giuseppina Moncada 1925 → Maria Bianca Gallone ∞ Augusto III della Posta 1915 → Simonetta della Posta ∞ Aldo Guerri dall’Oro 1939 → Guido → Simon → Léon) è documentata sulle schede Maria Emanuela Pignatelli, Giuseppe Gerardo Gallone, Maria Bianca Gallone, della Posta, Aldo Guerri dall’Oro, Guido Guerri dall’Oro Gallone e Simon Guerri dall’Oro Gallone. Le nozze del 1796 sono uno dei tre milestone cardinali di confluenza documentati anche sulla scheda I Papi e si ritrovano sulla scheda Attila (Branca B, discendenza Magyari → Arpadi → Casa d’Angiò → Valois → … → Maria Emanuela Pignatelli).

Il Re Renato e Giovanna di Laval
di Nicolas Froment – 1475